• Biodiversità Zootecnica

     

    "La salvaguardia della diversità genetica passa attraverso la conoscenza."

    Carlo Cosentino - 2011

  • Biodiversità Zootecnica

    La diversità biologica rappresenta il processo evolutivo che nel corso dei millenni ha generato le specie animali e vegetali esistenti attraverso la selezione naturale

     


  • Biodiversità Zootecnica

     

    La varietà di caratteri morfologici e funzionali rappresenta una risorsa “non rinnovabile"

     


  • Biodiversità Zootecnica

     

    Nel mondo vengono allevate e selezionate pochissime razze animali di interesse zootecnico che sostituiscono ovunque le razze locali."

     


  • Biodiversità Zootecnica

     

    Tutelare e valorizzare le razze zootecniche locali, i meticci e le specie tipiche."

     


  • Biodiversità Zootecnica

     

    Incentivare e salvag uardare la zootecnia estensiva può aiutare a contrastare l'abbandono dei territori rurali."

     


  • Biodiversità Zootecnica

     

    L'allevamento estensivo è fondamentali per il presidio e il governo del territorio rurale."

     


  • Biodiversità Zootecnica

     

    L'introduzione e l'invasione di Specie aliene rappresenta una minaccia per la biodiversità."

     


Alcuni plus sulla conservazione

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Progetto VAL.BI.OVI.CAP.

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Titolo del progetto: Valorizzazione delle produzioni di genotipi ovini e caprini allevati in Basilicata per la salvaguardia e la conservazione della biodiversità

ll progetto VAL.BI.OVI.CAP. è finanziato dai fondi PSR Basilicata 2014-2020 - Misura 10 – Sottomisura 10.2  - Sostegno per la conservazione, l'uso e lo sviluppo sostenibili delle risorse genetiche in agricoltura.

 

Progetto INNOPROLATTE

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l progetto INNOPROLATTRE è finanziato dai fondi PSR Basilicata 2014-2020 - Misura 16 – Cooperazione - Sottomisura 16.1 - Sostegno per la costituzione e la gestione dei Gruppi Operativi del PEI in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura.

Il Progetto ha la finalità generale di fornire innovazioni di processo e di prodotto, immediatamente applicabili, al settore lattiero-caseario della Basilicata, interessando diverse specie lattifere (bovina, asinina, caprina), per la diversificazione della produzione e dell'offerta di prodotti caseari. Innovazioni già disponibili e collaudate, nell’ambito del FEASR 2007-2013, almeno in parte, con le misure 124 HC, PIF, ecc., e trasferibili agli operatori del settore. Il progetto intende trasferire nuovi prodotti caseari, da affiancare a quelli della tradizione lucana.

Il progetto mira a:

- realizzare formaggi alternativi adatti anche ai consumatori vegetariani;

- trasferire le tecniche di trasformazione dei formaggi con l'aggiunta di latte di asina;

- sperimentare formaggi nuovi adatti alle esigenze del mercato;

- implementare le tipologie di formaggio anche con latte di diverse specie.


Capofila del progetto INNOPROLATTE è il CREA ZA, con il dott Salvatore Claps come responsabile tecnico-scientifico e organizzativo del progetto. Durante i lavori di inizio sono stati creati i sottogruppi operativi.


STUDY ON PROTECTIVE EFFECT OF AN INNOVATIVE COW MILK-BASED PRODUCT AGAINST SOME HUMAN SKIN-BACTERIAL

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STUDY ON THE PROTECTIVE EFFECT OF AN INNOVATIVE COW MILK-BASED PRODUCT AGAINST SOME HUMAN SKIN-BACTERIAL PATHOGENS

Abstract

There is a growing interest related to the possible use of some components of cow milk that be have as immunomodulators, exert biological activity, and have anti-inflammatory factors. The aims of the study were: i) to investigate the chemical composition and antioxidant activity of Podolian cow milk; ii) to test the efficacy of some hand soaps supplemented with different percentage of cow milk compared to placebo; iii) to evaluate the antibacterial activity of milk added to soap. Antioxidant activity of Podolian milk resulted in mean 97.03% and 52.09% utilizing 2,2’-azinobis 3-ethylbenzthiazoline-6-acid and 2,2-diphenyl-1- picrylhydrazyl methods, respectively. The efficacy test showed that the most effective soap was obtained adding 5% of Podolian milk. For this soap, total counting bacterial test evidenced the highest reduction of bacterial hand contamination assessed by 98%.

Cosentino, C., Elshafie, H. S., Labella, C., D’Adamo, C., Pecora, G., Musto, M., Paolino, R., Camele, I., Freschi, P. (2018). Study on the protective effect of an innovative cow milk-based product against some human skin-bacterial pathogens. Journal of Biological Research, 91:7426 pp 35-39.

Progetto CORILUS - Corilicoltura Lucana Sostenibile

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Il progetto CORILUS è finanziato dai fondi PSR Basilicata 2014-2020 - Misura 16 – Cooperazione - Sottomisura 16.1 - Sostegno per la costituzione e la gestione dei Gruppi Operativi del PEI in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura.

Il capofila del progetto, riguardante la produzione del nocciolo, è il CNR- IBAM (Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali) ed ha come partner l’Università degli Studi di Salerno, Dipartimento di Farmacia – DIFARMA, l’Università degli Studi della Basilicata – Scuola di Scienze Agrarie, Forestali, Alimentari ed Ambientali – SAFE e la Rete di Impresa Basilicata In Guscio.

Gli obiettivi che si pone il progetto, da sviluppare in tre anni, sono tutti legati al miglioramento della produzione del nocciolo negli areali lucani maggiormente vocati attraverso il trasferimento

dell’innovazione e nell’ottica della sostenibilità ambientale.

In particolare il progetto mira a:

- implementare le carte di attitudine alla produzione corilicola della Basilicata per orientare oculatamente la diffusione del nocciolo in aree pedoclimatiche ottimali;

- trasferire tecnologie innovative di gestione consolidate alla corilicoltura lucana allo scopo di ottimizzare i processi produttivi in campo,

- ottenere produzioni sostenibili di eccellenza e incentivare così la coltivazione del nocciolo in aree di nuova introduzione;

- valutare la risposta vegeto-produttiva e varietale del nocciolo alle tecnologie colturali innovative con particolare riferimento alla qualità del prodotto;

- sperimentare l’applicazione di piccoli allevamenti di animali di bassa corte (ovaiole) ai fini della diversificazione e integrazione al reddito dell'azienda agricola tramite anche la diminuzione dei costi di gestione degli impianti e più precisamente dei costi dedicati al contenimento delle infestanti;

- simulare gli scenari paesaggistici, di conservazione delle risorse naturali, sociali e economici che si vengono a definire in seguito a diversi livelli di diffusione della filiera del nocciolo in Basilicata.

 

 

La diffusione di tecnologie colturali a basso impatto ambientale ed alta efficienza in corileti siti in diverse aree pedoclimatiche della Basilicata, la valutazione delle risposte vegeto-produttive delle piante di nocciolo sottoposte a differenti tecnologie colturali innovative e la produzione di nocciole di elevata qualità tecnologica, rispondente alle esigenze di mercato sono tra i risultati attesi dal professor Giuseppe Celano dell’Università degli Studi di Salerno. A tal proposito su alcuni impianti campione saranno installati dei rilevatori che aiuteranno a monitorare la crescita delle piante e capire quali possono essere le varietà che maggiormente si adattano alle differenti aree pedoclimatiche lucane considerate.


Due dei maggiori problemi che deve affrontare chi si approccia alla realizzazione di un impianto corilicolo sono quello dell’“attesa del reddito” (un impianto corilcolo va in produzione dal quarto\quinto anno) e la presenza delle erbe infestanti nei primi anni di allevamento delle piante. L’applicazione del professor Carlo Cosentino dell’Università degli Studi della Basilicata - SAFE è volto a risolvere in una sola azione entrambi i problemi: la creazione di pollai mobili capaci di integrare il reddito (derivante dalla produzione delle uova) e gestire-contenere in maniera naturale le erbe infestanti.



La diffusione e l’incentivo del nocciolo in Basilicata come coltura redditizia e alternativa alle esistenti e la diffusione di modelli di gestione colturali strutturati e ripetibili sono invece i risultati attesi dalla rete di Imprese Basilicata in guscio come dichiarato dal dr Giuseppe Coletta.

Altro importante obiettivo del progetto, che sarà curato dall’unità operativa del CNR- IBAM (Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali), coordinata dal dott. Canio Sabia, è evidenziare la dinamica evolutiva dell’assetto paesaggistico di alcune aree della Basilicata a seguito dell'introduzione o della reintroduzione del nocciolo, in rapporto al passato e all’origine della diffusione di questa coltura nel nostro territorio. 

Obiettivi sicuramente ambiziosi, ma che affrontano il tema della coltivazione del nocciolo da diversi punti di vista e con un approccio integrato capace di sostenere un’opportunità di sviluppo per tutta la regione.

Contatti

UNIVERSITA' DEGLI STUDI
DI BASILICATA

Facoltà di Agraria

Dipartimento di Scienze delle Produzioni Animali
Campus Macchia Romana


85100 - Potenza
Italia

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