• Biodiversità Zootecnica

     

    "La salvaguardia della diversità genetica passa attraverso la conoscenza."

    Carlo Cosentino - 2011

  • Biodiversità Zootecnica

    La diversità biologica rappresenta il processo evolutivo che nel corso dei millenni ha generato le specie animali e vegetali esistenti attraverso la selezione naturale

     


  • Biodiversità Zootecnica

     

    La varietà di caratteri morfologici e funzionali rappresenta una risorsa “non rinnovabile"

     


  • Biodiversità Zootecnica

     

    Nel mondo vengono allevate e selezionate pochissime razze animali di interesse zootecnico che sostituiscono ovunque le razze locali."

     


  • Biodiversità Zootecnica

     

    Tutelare e valorizzare le razze zootecniche locali, i meticci e le specie tipiche."

     


  • Biodiversità Zootecnica

     

    Incentivare e salvag uardare la zootecnia estensiva può aiutare a contrastare l'abbandono dei territori rurali."

     


  • Biodiversità Zootecnica

     

    L'allevamento estensivo è fondamentali per il presidio e il governo del territorio rurale."

     


  • Biodiversità Zootecnica

     

    L'introduzione e l'invasione di Specie aliene rappresenta una minaccia per la biodiversità."

     


Alcuni plus sulla conservazione

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VALORIZZARE I PRODOTTI DELLA BIODIVERSITÀ: IL PACKAGING NELL'ORIENTAMENTO DI ACQUISTO

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The present study evaluated the role of packaging on customer preferences on a face cream produced with jennet milk. The research was conducted by survey on a panel of 300 persons (48% men and 52% women). Panel evaluated the effect of two aspects of packaging design on purchase willingness: type of paper (matte, glossy, and glossy with relief texture); type of product communication (A only naming Asinella, B Asinella and wording natural product, C Asinella and wording natural product and Made ​​in Basilicata).

ZOOM SUL LATTE D'ASINA: PIÙ RICCO DI LATTOSIO E CON MAGGIORE CONSERVABILITÀ - Agrifoglio

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Tra le diverse specie allevate per la produzione del latte, quello prodotto dalle asine risulta essere il più simile per caratteristiche nutraceutiche al latte umano. Questo particolare alimento ancora oggi non è facile da reperire tra i pochi allevamenti attivi e spesso localizzati lontano dai centri urbani. Né gli allevatori potrebbero sostenere elevati costi di produzione per dotarsi di macchinari per la liofilizzazione e lo spray dry (tecniche di riduzione del latte in polvere) che garantirebbero una maggiore conservabilità e una più ampia diffusione, sebbene comportino il deterioramento delle vitamine e delle proteine e del lisozima, il cui contenuto si ridurrebbe al 70% a 90 °C. Attualmente il latte d’asina viene utilizzato in ambito pediatrico per pazienti affetti da allergia e intolleranza alle proteine del latte vaccino e in campo geriatrico per il trattamento di patologie senili. Gran parte delle caratteristiche nutrizionali di pregio, in particolare la sua ipoallergenicità, risiedono nella componente proteica che si caratterizza per una peculiare distribuzione della frazione azotata e per il basso rapporto caseine/sieroproteine. Le fattrici hanno produzioni basse, ma costanti durante la lattazione e, sia il contenuto in grasso che i livelli produttivi, sono direttamente influenzati dalla tecnica di mungitura, dalla presenza del puledro e dalla stagione di parto; viceversa la percentuale di lattosio risulta costante durante tutto il periodo produttivo.

JENNY MILK PRODUCTION AND QUALITATIVE CHARACTERISTICS - Journal of Dairy Science

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The aim of this research was to study the influence of lactation stage and of foaling season on some qualitative aspects of milk in South Italy jenny rearing. Today, jenny milk is difficult to find because donkey’s breeding is not widespread. Jenny milk is used: in pediatric sphere, in patients affected by cow’s milk protein allergy (CMA), as best alternative to human milk in infant food; in geriatric field for the treatment of ageing diseases. Producing

IL LATTE DI ASINA , UNO STABILIZZANTE NATURALE PER FORMAGGI A PASTA DURA - Agrifoglio

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Il latte d’asina, aggiunto nella preparazione di formaggi vaccini e ovini, può ridurre i fenomeni di gonfiore grazie alla quantità di lisozima in esso contenuto. E sostituire, così, il lisozima estratto dall’albume d’uovo che può provocare allergie. L’allergia alle uova è annoverata tra le più frequenti nella popolazione,  più frequente in età pediatrica si manifesta nel 31% dei bambini, rispetto all’8% degli adulti. Sarebbe auspicabile, quindi, per i

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